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La scelta del cloud per i dati: insieme per un’Europa “digital sovereign”

La storia di VMware, OVHcloud e Constellation

Di Laurent Allard, Strategic Business Development, VMware

L’esperienza vissuta negli ultimi 18 mesi ha rafforzato l’idea secondo la quale siamo “better together” – migliori insieme. Nonostante ci siano molti confini nazionali a dividerci, il modo in cui viviamo e lavoriamo è diventato sempre più senza frontiere. Nel momento della collettiva ripartenza all’indomani della pandemia e di altri grandi eventi come la Brexit, abbiamo l’opportunità di reimmaginare il modo in cui condividiamo, usiamo e conserviamo i dati per creare una “Europa digitale” migliore, e per definire i “confini digitali”. Questa è la forza trainante di Gaia-X.

Uniti da Gaia-X

Francesco Bonfiglio, CEO di Gaia-X, ha descritto il progetto come “la rinascita della data economy in Europa attraverso la creazione di un’infrastruttura sicura, sovrana e trasparente basata sui principi di sovranità, libertà di circolazione dei dati, garanzia del fornitore, oltre che di qualità e sicurezza nei confronti del consumatore di tecnologia“. Se la visione è decisamente ragguardevole, lo è ancora di più l’impatto sui cloud provider locali, che sono fondamentali per il trasporto, la sicurezza e l’accesso ai dati. Citando Bonfiglio, “un operatore locale può trarre grandi vantaggi unendosi ad altri operatori locali ed europei per creare un’offerta molto più potente“. In parole più semplici, può essere molto vantaggioso per i piccoli operatori sedersi al tavolo con i grandi, o addirittura per i cloud provider unire i propri servizi secondo un modello federato.

Questo è dimostrato dalla partnership tra OVHcloud, hyperscale cloud provider con sede in Francia, e Constellation, un gruppo IT specializzato in interoperabilità, reversibilità e portabilità, anch’esso con sede in Francia. Constellation fornisce servizi gestiti cloud come outsourcing ed architetture multi-cloud ai clienti finali. OVHcloud offre prodotti di public e private cloud, hosting condiviso e soluzioni di server dedicati in 140 Paesi del mondo. Si tratta di una partnership molto naturale, perché ognuno offre una serie di competenze assolutamente complementari, alla base della quale c’è il fatto che tutte le parti, compresa VMware, sono membri di Gaia-X: questo significa anche che si tratta di una collaborazione non limitata a un singolo progetto e dall’enorme potenziale, creata oggi per continuare in un percorso che ha come obiettivo il coinvolgimento dell’Europa intera.

Una partnership esemplare

Arriva in un momento critico: oggi chiunque sia coinvolto in Gaia-X parla di connettività e interoperabilità, ma c’è bisogno di fatti. Questa partnership, invece, è il primo approccio che offre qualcosa di tangibile, ed è per questo che è così importante.

Finora, la segmentazione dei servizi cloud è stata suddivisa in due grandi categorie. Da una parte ci sono gli hyperscaler cloud con la capacità di estendere le piattaforme secondo un modello decentralizzato, ma che mantengono la disponibilità dell’intero stack delle loro funzionalità solo nei propri data center; dall’altra una serie di singoli cloud service provider, ognuno con le proprie capacità e un portafoglio molto più piccolo degli hyperscaler. Molte aziende sono riluttanti a scegliere la seconda opzione per le applicazioni business critical. Per le aziende e le pubbliche amministrazioni la scelta non è semplice, perché si tratta di scegliere tra una soluzione straniera ed esterna all’UE con ramificazioni sulla sovranità dei dati, e una soluzione locale in sviluppo. È una situazione piuttosto difficile e delicata, che si traduce nell’avere dati gestiti da un hyperscaler o usare un provider locale che non ha i requisiti di scalabilità dinamica né la ricchezza e la varietà dei servizi moderni.

Sappiamo per esperienza che i clienti non fanno affidamento su un unico service provider. Utilizzano invece più cloud per costruire un hybrid cloud, il che rende difficile la reversibilità e/o l’interoperabilità. Secondo questo studio di Statista, si prevede che le aziende utilizzeranno da 7 a 11 soluzioni cloud entro il 2023.

Un approccio unico nel suo genere

La partnership tra OVHcloud e Constellation è importante perché si colloca proprio a cavallo tra le due offerte attuali. I dati possono essere ospitati su un framework peer-to-peer comune che garantisce la compatibilità dell’architettura tra i cloud provider, il che significa che le organizzazioni sono in grado di archiviare i loro dati presso uno qualsiasi dei cloud provider partecipanti per trarre il massimo vantaggio dai servizi che offrono, pur mantenendo la possibilità di spostare o federare i dati su piattaforme di altri cloud provider secondo necessità. Le organizzazioni possono scegliere più cloud service provider nell’ambito degli oltre 2.000 aderenti al VCPP (VMware Cloud Provider Program) in Europa, un ecosistema globale di service provider uniti da un’unica piattaforma digitale diffusa che consente loro di utilizzare le soluzioni VMware secondo un modello pay as you grow.

I provider europei possono unirsi per offrire una vasta gamma di capacità e costituire una valida alternativa agli hyperscaler. In questo modo, non solo avranno una scelta più ampia, ma potranno assicurarsi un futuro certo, mantenendo la sovranità e il controllo sui loro dati e sulle loro applicazioni. Questo perché tutti i cloud provider condividono un’unica architettura comune, che fa sì che app e carichi di lavoro possano essere spostati, archiviati, condivisi e accessibili attraverso più cloud, offrendo quindi interoperabilità, reversibilità e accesso tramite qualsiasi cloud partecipante.

Si tratta di un elemento caratterizzante unico di questa partnership, che sarà in grado di offrire una combinazione di interoperabilità, reversibilità e protezione dei dati e, di conseguenza, un modello distribuito capace di soddisfare le esigenze europee e utilizzabile in moltissimi casi d’uso. Oltre a ciò, è anche il primo progetto del suo genere, che abbraccia i principi di Gaia-X e quindi funge da guida nel corso del progetto.

Un vantaggio, vero e reale

Il valore della scelta assicura a imprese e pubbliche amministrazioni di assumere il controllo e spostare dati e applicazioni con molta più facilità rispetto al passato.

  • La loro resilienza sarà migliore in quanto potranno gestire i dati in modo molto più dinamico (fattore di cui la pandemia ha sottolineato l’importanza).
  • Anche il posizionamento delle aziende risulterà migliorato, grazie alla riduzione della dipendenza dal vendor che permetterà di massimizzare la concorrenza tra i diversi provider.
  • Ne consegue che le aziende si troveranno in una migliore posizione di scalabilità, perché potranno scegliere proprio con una capacità scalabile.
  • Anche il debito tecnico sarà ridotto, perché evitando il lock-in i clienti potranno mantenere il controllo dei loro investimenti su dati e infrastrutture.

Per fare un esempio, abbiamo stimato che quest’anno i provider VCPP forniranno collettivamente da 5 a 7 miliardi di dollari in servizi sul mercato. Tuttavia, la realizzazione di questa visione si basa sulla fiducia: dalle app alle infrastrutture, i clienti hanno bisogno di sapere che la sicurezza è intrinseca. Francesco Bonfiglio ha dichiarato che “la fiducia nella tecnologia è maggiore di quella nell’uomo e uno degli obiettivi di Gaia-X è proprio la creazione di architetture trusted che non possano in alcun modo essere corrotte dall’uomo”.

Una storia di collaborazione globale

La forza di questo modello è che non si basa su un confronto Europa-Stati Uniti, ma è incentrato sul cliente al quale offre possibilità di scelta e libertà. Questa partnership ha creato un modello di servizio distribuito in grado di soddisfare le esigenze europee dove diversi cloud provider collaborano a un framework che può essere impiegato in molti casi d’uso. Così facendo, si è sviluppato un nuovo modo di interagire e collaborare tra diversi cloud service provider.

Questo è possibile perché tutti i partner VCPP condividono un’infrastruttura comune basata su VMware che abilita e permette portabilità, sovranità, reversibilità, trasparenza e molti altri vantaggi. Certamente l’ultima parola spetta a Francesco Bonfiglio, il quale afferma che “tecnologie come VMware sono nativamente compatibili con Gaia-X perché permettono di realizzare quei principi, in particolare di portabilità, reversibilità, interoperabilità, richiesti dall’architettura che stiamo implementando”.

Per maggiori informazioni sul VMware Cloud Provider Program (VCPP) visita questa pagina; se invece desideri parlare direttamente con me di questa partnership, inviami un messaggio e-mail all’indirizzo lallard@vmware.com.

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