Un nuovo modello per la sicurezza con AppDefense

Pubblicato il 31/10/2017
NOTA BENE: questo articolo è più vecchio di un anno e potrebbe non essere aggiornato con gli eventi recenti o le nuove informazioni disponibili.

Rodolfo Rotondo, ‎Senior Business Solution Strategist EMEA di ‎VMware

Il modello di sicurezza sta evolvendo significativamente. Da essere una delle tante preoccupazioni per molte aziende, la sicurezza è ora parte essenziale di ogni singolo elemento all’interno dell’ambiente IT, dai dati e dalle applicazioni alla rete e alle infrastrutture.

La frequenza crescente dei problemi legati alla sicurezza punta su un limite fondamentale dei modelli di sicurezza, che si focalizzano solo sulla ricerca delle minacce. Per offrire una protezione efficace, oggi le organizzazioni hanno bisogno di riuscire a ridurre la superficie di attacco che le applicazioni moderne espongono e trovare il modo per allineare i controlli di sicurezza alle applicazioni.

Facendo leva sull’infrastruttura virtuale per monitorare le applicazioni in esecuzione, VMware offre una visione chiara dell’applicazione e del suo comportamento, tramite un modello che consente di sapere se un’applicazione o uno dei suoi componenti si comporta in modo significativamente diverso dal suo comportamento previsto. Questo è reso possibile grazie all’aumento dell’utilizzo dell’automazione nell’applicazione e nella fornitura di infrastrutture, nei framework applicativi, nel machine learning, nella virtualizzazione e nel cloud.

Il risultato è AppDefense, che sfrutta le proprietà univoche della virtualizzazione per proteggere le applicazioni in esecuzione in ambienti virtualizzati e cloud. AppDefense offre un modello di sicurezza intent-based che si concentra su quello che l’applicazione dovrebbe fare piuttosto che su cosa fa chi attacca.

Un modello di sicurezza intent-based è reso possibile attraverso:

  • Un uso sempre maggiore dell’automazione nel provisioning delle applicazioni e dell’infrastruttura
  • L’uso di framework applicativi che forniscono viste più ricche e più autorevoli dello stato previsto
  • L’applicazione del machine learning che consente di ragionare sullo stato e il comportamento su un campione ampio
  • Un utilizzo crescente di virtualizzazione e cloud che fornisce maggiore application context e isolation.

Far leva su VMware vSphere fornisce ad AppDefense molte capacità esclusive. Primo, è in una posizione unica per avere una visione completa del ricco contesto applicativo. Inoltre, può sfruttare l’hypervisor per creare una zona protetta da cui salvare lo stato previsto e monitorare il comportamento in esecuzione. Infine, può sfruttare vSphere e NSX per automatizzare e orchestrare la risposta. Il risultato è che AppDefense può ridurre significativamente la superficie di attacco, rendendo l’identificazione delle minacce e la risposta più efficaci, e creando un modello per la sicurezza DevOps-friendly più agile.

Con AppDefense, le aziende possono ora avere un approccio più proattivo alla sicurezza e credo che probabilmente AppDefense avrà lo stesso impatto sullo stack di calcolo che VMware NSX e la micro-segmentazione hanno avuto per la rete.

Nel video seguente Tom Corn, Senior Vice President, Security Products VMware, illustra il funzionamento di VMware AppDefense:


Categoria: Mobility

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